Droidi a ferragosto - fanfiction - capitoli 1 e 2

Discussion in 'Italy' started by stefgerm, Feb 6, 2004.

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  1. stefgerm Jedi Padawan

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    Aug 18, 2003
    DROIDI A FERRAGOSTO


    "Meglio andare da questa parte, R2!" disse C3PO. "Da questa parte il sentiero è molto più ripido. Da questa è molto più scosceso." Con i suoi soliti lampi e fischi, R2 confermò la propria intenzione di proseguire lungo il sentiero più ripido.

    Questa volta, C3PO decise di non seguire il suo compagno e di andare per conto suo. Proseguì tra le rocce di arenaria e le dune migranti, chilometri e chilometri di onde gialle il cui riverbero si confondeva in lontananza con la luminosità del cielo, tanto che non si distingueva la linea dell?orizzonte. C3PO, ormai al limite delle forze, il termostato vicino al crollo totale per riscaldamento, strisciò in cima a quella che sperava fosse l?ultima duna. Intorno a lui, stalagmiti e speroni di calcio sbiancati dal sole e le ossa di qualche gigantesco animale formavano pietre miliari poco rassicuranti. In cima alla duna, C3PO si guardò intorno speranzoso, ma al posto dell?auspicata oasi verde di umana civiltà vide solo altre dune desolanti identiche a quelle appena superate. Finché, lontano come un miraggio, vide avvicinarsi qualcosa: sembrava un veicolo a due posti.

    Il Gianni e il Raul scesero dal sidecar per osservare incuriositi la figura dorata di C3PO.
    ?Mo? bene! Ma cosa abbiamo qui, un robot!?, disse il Gianni
    ?Ma non avrà caldo, con tutta quell?armatura!?, aggiunse il Raoul.
    ?Sono C3PO, relazioni pubbliche umani-droidi, conosco più di sei milioni di forme di comunicazione??
    ?Bene, da questa parte ti faranno comodo per rimorchiare, con tutte le straniere che ci sono. Mi è simpatico sto robottone, bravo!?
    Il Gianni gli diede una pacca sulle spalle, C3PO, scosso, lasciò andare tutta la sabbia che gli si era accumulata sull?armatura.
    ?Oh, scusa, caro. Sei impolverato tutto, ma non hai sete? Vuoi un poco da bere??
    ?La ringrazio molto, signore, invero è proprio quello di cui ho molto bisogno ?
    ?Dai, sali, robottone, che andiamo in spiaggia?
    ?In spiaggia??

    In men che non si dica, C3PO si ritrovò sul sidecar insieme a loro. Era felice di avere incontrato qualche rappresentante dell?umanità locale, che gli sembravano tra l?altro animati dalle migliori intenzioni. Fu molto stupito di accorgersi, sopra il sidecar ballonzolante tra le dune, che quello che gli sembrava un deserto immenso era in realtà solo il retroterra di una spiaggia immensa, gremita in maniera impressionante di bagnanti. Tutti uguali, tutti con costumi colorati, con stuoie posate sulla sabbia per potersi sedere a terra, scorte di acqua e di cibo. Stavano quasi interamente nudi: i maschi portavano un indumento singolo all?altezza della zona pelvica per distinguersi dalle femmine, che si coprivano anche all?altezza del petto. Molte femmine stavano però ad un pezzo solo: queste ultime erano molto guardate ed ammirate dai maschi ad un pezzo.Tutti parlavano ad alta voce, urlavano, si lanciavano palle colorate o altri oggetti volanti. Uno di questi colpì C3PO, non gli fece alcun male, ma lo spaventò moltissimo. Si trattava di un oggetto di plastica a forma sferica, concavo all?interno,



    colorato all?esterno da strisce in svariati colori. Un evidente strumento di guerra, che a C3PO ricordò un altro strumento, conosciuto in un?altra delle sue mille avventure: una falce a due lame, che, una volta lanciata, roteava su se stessa vorticosamente per poi ritornare da chi l?aveva lanciata, come un cagnolino al guinzaglio.
    Questo invece, altrettanto micidiale, non ritornava indietro: infatti, un cucciolo di uomo dall?aria odiosa corse vicino a C3PO per riprendere possesso della sua arma.
    ?Ti sei fatto male??
    ?No, giovane uomo, solo spaventato un poco??
    ?Ma come sei vestito? Non hai caldo??
    Il bambino toccò l?armatura di C3PO, sorridendo felice.
    ?Ma tu sei un robot! Un robot vero! Mamma, mamma, un robot!?
    Una bella donna prosperosa, coperta a due pezzi, ma non troppo, si avvicinò a sua volta. Camminava lentamente, dondolandosi.
    ?Edoardo, lascia stare il robottone! Scusi, sa, sono bambini? le ha fatto male? Beh, no, vedo che è tutto rivestito bene? posso offrirle
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